Lotta allo stigma

La parola “stigma” è attualmente usata per indicare che, nello specifico, la diagnosi di malattia mentale e i comportamenti che la accompagnano, risvegliano nelle persone atteggiamenti negativi e di rifiuto senza che ci sia una conoscenza del problema. Lo stigma che accompagna la malattia mentale, crea un circolo vizioso di alienazione e discriminazione, intesa come privazione di diritti e benefici, per la persona malata, la sua famiglia e tutto l’ambiente ad essi circostante, diventando spesso la fonte principale di un grave isolamento sociale, dell’incapacità a trovare una casa o un lavoro, di comportamenti di abuso di alcool e di sostanze, di fenomeni di emarginazione e di una protratta marginalizzazione.
 
Nella pratica psichiatrica gli interventi che mirano a contrastare questi atteggiamenti hanno assunto un ruolo sempre più rilevante proprio perché la persona che soffre di una malattia mentale si trova a dover combattere su due fronti: da un lato l'esperienza di malattia, con tutto ciò che questo comporta in termini di sofferenza, menomazioni e disabilità e, dall'altro, con le reazioni dell’ambiente sociale e lo stigma che circonda il disturbo mentale e che, in particolare nel caso della schizofrenia, rappresenta una vera e propria “seconda malattia” (Finzen, 1996).

Le condizioni di vita soggettive e oggettive delle persone con malattia mentale non dipendono quindi solo dalla gravità della malattia, ma anche dal grado di accettazione all’interno della famiglia e nella società in generale.

Pericolosità, inguaribilità, incomprensibilità, improduttività e irresponsabilità sono i pregiudizi che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha individuato come condizioni diffuse che impediscono in tutti i paesi l’accesso ottimale ai processi terapeutici ed emancipativi di queste persone ed ha invitato tutti i governi a fare tutto quanto in loro potere per fronteggiare la condizione di stigmatizzazione e, di fatto, di debolezza del diritto delle persone affette da disturbo mentale e delle loro famiglie.