Iniziare o modificare una attività di Piccola Produzione Locale ( PPL )

Piccole Produzioni Locali ( PPL ): il paniere e le regole che ne definiscono la produzione e la commercializzazione.

La Giunta Regionale, con propria Delibera n. 1070 del 11 agosto 2015, ha ridefinito un percorso per la vendita di piccoli quantitativi di prodotti agricoli, anche trasformati, da parte del produttore primario.    In particolare l'allegato B della succitata delibera definisce, in relazione ai requisiti igienico sanitari, gli standard strutturali minimi per la produzione, trasformazione e vendita nel rispetto dei seguenti principi:

sicurezza igienico-sanitaria dell'alimento prodotto;

produzione dell'alimento come integrazione del reddito e non come attività principale dell'azienda;

possibilità di commercializzare, in ambito locale, i prodotti che derivano esclusivamente dalla propria produzione primaria;

possibilità di produrre e commercializzare esclusivamente ridotte quantità di alimenti in termini assoluti;

possibilità di produrre e commercializzare esclusivamente le tipologie di prodotti individuate dalla Giunta Regionale, che in ogni area del Veneto sono espressione delle peculiarità tradizionali.

I Regolamenti del "pacchetto igiene" escludono dal loro campo di applicazione la fornitura diretta di piccoli quantitativi di prodotti primari dal produttore al consumatore finale o a dettaglianti locali (di cui ai commi n. 7 e 17 dell'art. 3, del Reg. CE n. 178/2002), che forniscono a loro volta direttamente il consumatore finale.

I prodotti trasformati, ricompresi nell'Allegato A e suoi sub-Allegati A1,A2,A3,A4,A5,A6,A7,A8,A9 che fanno parte integrante della più recente Delibera  della Giunta Regionale sulle Piccole Produzioni Locali (PPL),  n. 1070 del 11 agosto 2015, in considerazione delle piccole quantità in termini assoluti, possono essere destinati, nell'ambito della provincia sede dell'azienda e delle province contermini, alla somministrazione e/o alla vendita diretta al consumatore finale:

presso la propria azienda e presso esercizi di vendita a questa funzionalmente connessi compresa la malga, purché gestiti dal medesimo imprenditore agricolo;

nell'ambito di mercati, fiere ed altri eventi/manifestazioni, da parte del medesimo imprenditore agricolo.

Possono altresì essere venduti ad esercizi di commercio al dettaglio, o di somministrazione, in ambito locale che riforniscono direttamente il consumatore finale, purché ubicati nel territorio della provincia in cui è situata l'azienda di produzione e nelle province contermini.

A seguito dei progetti sperimentali iniziati con la DGR n. 2016/2007 e successivamente estesi con le Delibere n. 1892/2008, n. 2280/2010 e n.1526/2012, visto l'interesse da parte dei produttori e del territorio, la Giunta Regionale ha integrato, nel rispetto degli obiettivi di sicurezza alimentare stabiliti per le attività locali, marginali e ristrette, la tipologia dei prodotti della tradizione locale nel "paniere delle Piccole Produzioni Locali" introducendo i prodotti della pesca, dell'acquacoltura e derivati, i prodotti lattiero caseari e le chiocciole.

A tal fine e per garantire una procedura omogenea in tutto il territorio della Regione del Veneto sono stati predisposti gli Allegati A (con i sub-Allegati A1,A2,A3,A4,A5,A6,A7,A8 e a9), B, C (con i sub-Allegati C1,C2 e C3) e D, che ne costituiscono parte integrante della D.G.R. 1070/2015 e così suddivisi per tematica:

 Allegati A1,A2,A3,A4,A5,A6,A7,A8,A9: Il "paniere delle PPL" e le schede tecniche dei prodotti;

 Allegato B: Requisiti generali applicabili ai locali ed alle attrezzature;

 Allegati C, C1,C2 e C3: Modulistica;

 Allegato D: Protocollo formativo.

 

 Percorso per attivare una Piccola Produzione Locale:

 Richiesta di sopralluogo per parere preventivo, utilizzando l'Allegato C1, da inoltrare, tramite l'Ufficio Protocollo dell'Az. U.L.S.S. 7, alla Segreteria del Servizio Veterinario Igiene  degli Alimenti (0438 664417), se si tratta di prodotti di origine animale, a alla Segreteria del Servizio Igiene degli Alimenti e Nutrizione (0438 664431), se si tratta di prodotti di origine vegetale.

Il Veterinario e/o il Tecnico delle Prevenzione effettuano un sopralluogo, utilizzando l'Allegato C3, per accertarsi dei requisiti generali applicabili ai locali ed alle attrezzature (Allegato B) e di quelli particolari al tipo di produzione ( Allegati A1, A2, A3, A4, A5, A6,A7,A8,A9 ). In questa fase il Veterinario e/o il Tecnico delle Prevenzione indicano gli eventuali adeguamenti richiesti in caso di parere non favorevole.

Quando tutto è conforme, il produttore presenta, al Servizio competente per il tipo di produzione, "la notifica ai fini della registrazione  per il progetto sperimentale sulle PPL (Piccole Produzioni Locali)" Allegato C2.

Il Servizio competente rilascerà un attestato di registrazione ai sensi del Regolamento (CE) n. 852/2004.

Durante l'attività ogni produttore dovrà attenersi a quanto indicato nelle schede tecniche  sui prodotti ( Allegati A1, A2, A3, A4, A5, A6,A7,A8,A9 ).

Entro 15 mesi dall'inizio dell'attività il produttore dovrà partecipare, se non l'avesse già fatto prima, ad un percorso formativo di almeno 15 ore, secondo quanto indicato nell'Allegato D. Informazioni su tali corsi si possono ottenere sia presso i Servizi sopra indicati o presso le Associazioni di Categoria.

Nel caso di variazione della produzione ( passaggio ad altro prodotto e/o ampliamento del tipo di prodotto ) il percorso deve essere ripetuto ( ad esclusione della fase formativa ).

Se invece vi sono delle modifiche/degli ampliamenti strutturali/implementazione della produzione, che non prevedono cambio di prodotto, va richiesto nulla osta al Servizio di competenza, tramite autocertificazione ai sensi del D.P.R. 445/2000, presentando nuova planimetria e/o una nuova relazione tecnica. Il Veterinario e/o il Tecnico della Prevenzione eseguirà sopralluogo, e nel caso di esito favorevole, il Servizio emetterà un nuovo attestato di registrazione ai sensi del Regolamento (CE) n. 852/2004.