Disturbi psichici, emozionali e comportamentali in età evolutiva

Possono essere richieste valutazioni specialistiche nei casi in cui i genitori siano preoccupati per anomalie riscontrate nel comportamento, negli atteggiamenti, nella vita affettiva, emotiva e relazionale dei propri figli (fino al compimento del diciottesimo anno d'età).
 
A titolo di esempio citiamo: stati d'ansia eccessiva e non giustificata, fobie, anomalie del comportamento, iperattività, difficoltà scolastiche non dovute a scarso impegno, depressione, alterazioni del carattere, comportamenti specifici strani o preoccupanti, sintomi che facciano temere l'insorgenza di malattie psichiatriche in persone che non abbiano ancora compiuto il diciottesimo anno d'età. Oltre il diciottesimo anno d'età ci si può rivolgere al Dipartimento di Salute Mentale.

Interventi di consulenza possono essere richiesti anche quando il bambino abbia subito traumi, o quando si trovi a vivere situazioni stressanti (ad esempio separazione dei genitori, scomparsa di una persona cara, incidenti traumatici, stati di forte disagio socio-ambientale, ecc.)

Il genitore, o anche direttamente l'interessato se in età di adolescenza, può consultarsi con il pediatra di libera scelta o con il medico di medicina generale, che valuterà l'opportunità di invio al Servizio età evolutiva per visita specialistica di neuropsichiatra infantile, per valutazione psicodiagnostica (psicologo) o per altro tipo di valutazione, cui seguirà, in caso ne venga riscontata la necessità, una proposta d'intervento, che potrà essere di consulenza alla famiglia, di riabilitazione, di psicoterapia o di sostegno psicologico, d'intervento sociale, di terapia famacologica, o di altro ancora.

I disturbi della sfera alimentare in età di adolescenza (anoressia o bulimia) trovano invece una specifica risposta rispettivamente nell'Ambulatorio per i Disturbi alimentari, afferente al Dipartimento di Salute mentale (DSM). Le richieste d'aiuto in caso di assunzione di sostanze (tossicodipendenze) trovano risposta presso il Servizio Dipendenze (SERD).

I casi di abuso, maltrattamento o gravi negligenze vanno invece segnalati al Servizio sociale comunale.