Criteri di formazione delle liste di attesa

Il diritto alle prestazioni ed i tempi d'attesa

 

Il Servizio Sanitario Nazionale ha tra i suoi principi fondamentali quello di tutelare la salute dei cittadini, garantendo l'accesso equo (in base al bisogno di salute) alle prestazioni efficaci. Come qualsiasi organizzazione deve agire nel rispetto delle risorse disponibili e questo vincolo è oggi in forte difficoltà a causa della crescente domanda di prestazioni da parte dei cittadini, situazione che si verifica in questi anni in tutti i paesi avanzati.
Per cercare di gestire questa sempre maggiore domanda da parte dei cittadini, in diversi Paesi si sono adottati metodi per garantire che comunque vengano visti per primi i pazienti con problemi più seri, e ciò viene realizzato di solito usando le classi di priorità.

 

Cosa sono le classi di priorità

 

Sono uno strumento per differenziare il tempo di accesso alle prestazioni, regolandolo in base al rischio per la salute, lo stato di sofferenza ecc.. Da sempre, tutti i medici hanno analizzato i problemi dei loro pazienti per decidere quali dovevano essere visti e curati prima. Questo comportamento è oggi stato meglio standardizzato e viene utilizzato anche per regolare il tempo di attesa per le prestazioni sanitarie.
Questo approccio è applicato anche nel nostro Paese, e le nuove impegnative sono state predisposte a questo scopo. Nell'impegnativa sono riportate quattro possibili classi di priorità che il medico curante può assegnare alla richiesta, a seconda di quanto precoce deve essere, a suo avviso, l'esecuzione della prestazione. Le classi di priorità sono indicate con alcune lettere maiuscole:

U = Urgente, ovvero da garantire entro poche ore e quindi da riservare ai casi gravi in cui vi può essere un reale rischio per il paziente
B = Breve attesa, ovvero può aspettare fino ad un massimo di 10 giorni
D = Differita, per le prestazioni che possono attendere fino a 30 giorni
P = Programmabile, ovvero riferita a problemi che richiedono approfondimenti ma che non necessitano di risposta in tempi rapidi; queste prestazioni sono comunque da garantire entro 60/90 giorni secondo indicazioni del medico.

Sia a livello Nazionale che Regionale vi è stata una regolamentazione su questo argomento, e le indicazioni della Regione Veneto sono riportate nell' Allegato di seguito: Il diritto alle prestazioni ed i tempi d'attesa.

Il Servizio Sanitario Nazionale ha tra i suoi principi fondamentali quello di tutelare la salute dei cittadini, garantendo l'accesso equo (in base al bisogno di salute) alle prestazioni efficaci. Come qualsiasi organizzazione deve agire nel rispetto delle risorse disponibili e questo vincolo è oggi in forte difficoltà a causa della crescente domanda di prestazioni da parte dei cittadini, situazione che si verifica in questi anni in tutti i paesi avanzati.
Per cercare di gestire questa sempre maggiore domanda da parte dei cittadini, in diversi Paesi si sono adottati metodi per garantire che comunque vengano visti per primi i pazienti con problemi più seri, e ciò viene realizzato di solito usando le classi di priorità.

Sia a livello Nazionale che Regionale vi è una regolamentazione su questo argomento:

 

Delibera di Giunta regionale n. 3535 del 12/11/2004

Delibera di Giunta regionale n. 600 del 13/03/2007

Delibera di Giunta regionale n. 863 del 21/06/2011, allegati A e B

Delibera di Giunta regionale n. 320 del 12/03/2013

Legge regionale n. 30 del 30/12/2016 - Collegato alla legge di stabilità regionale 2017

 

Note:

 

  • i tempi indicati sono garantiti solo per le prime visite o prime prestazioni (ovvero la prima volta che il paziente viene visto per quel problema), e non per i controlli o gli approfondimenti successivi;
  • se nella ricetta non sono indicati il sospetto diagnostico o la classe di priorità, la richiesta è collocata in classe P;
  • la percentuale indica la quota di cittadini a cui deve essere garantito il tempo massimo: il 90% della classe "D" significa che se si presentano 100 cittadini con richieste di visite in classe D, almeno 90 di loro devono ottenere la visita entro 30 giorni. Le classi di priorità sono uno strumento importante per garantire tempestivamente le cure necessarie a chi, per il tipo di problema che lo ha colpito, ha necessità di tempi brevi. Esse non devono essere utilizzate per accorciare i tempi di attesa in modo discrezionale e arbitrario.

 

Il medico prescrittore deve valutare, considerando il problema del singolo paziente e la capacità di risposta del sistema, quale può essere la classe di priorità più appropriata. Periodicamente, i dati sulle richieste prioritarie sono rivalutati da un gruppo di esperti con la partecipazione degli specialisti erogatori e dei prescrittori, per verificarne l'utilizzo appropriato.

 

Cosa è il Tempo Massimo garantito

 

E' il numero di giorni entro il quale l'Ulss garantisce che il cittadino potrà ottenere la prestazione. Va precisato che viene garantita la prestazione, ma non la sede e tanto meno uno specifico medico; pertanto, al cittadino che richiede una prestazione al CUP verrà offerta la prima data disponibile presso uno degli erogatori pubblici o privati convenzionati (accreditati); il cittadino può non accettare la proposta e scegliere un altro tra gli erogatori disponibili, ma in tal caso perde il diritto al tempo massimo garantito.
Se il cittadino accetta la proposta, le indicazioni della Regione prevedono, come riportato nell' ALLEGATO A - DGR 863/2011 qui sopra, che i tempi devono essere garantiti ad almeno 90 su cento richieste di tipo B (Breve), almeno 90 su cento richieste di tipo D (Differita), almeno 100 su cento delle richieste di tipo P (programmabile).
Questi obiettivi sono stati indicati da una delibera regionale, che ha anche previsto un sistema di monitoraggio dei tempi di attesa reali in tutte le aziende sanitarie, pubbliche e private convenzionate (accreditate). Il monitoraggio si svolge ogni mese con procedure standardizzate sotto il controllo della regione.