Ad agosto 2009 la Dott.ssa Antonella Gaston, psicologa responsabile dell’Ambulatorio di Psicologia Clinica Ospedaliera dell’Unità Operativa di Medicina Generale 1 del P.O. De Gironcoli (Direttore Dott. Antonio Sacchetta), ha presentato a Roma al 17th Congress International Association for Group Psychotherapy and Group Processes (I.A.G.P.) il lavoro "Emergency Room Operative Unit: from being the subject to be the object of care. The use of the analytic-institutional slant in professional training" (A.Gaston, E.Bernardi, J.Giuffrida, L.Giotto, V.Russo, M.Frassinelli, A.Grasso, A.Sacchetta).
Questo è uno dei risultati ottenuti in un più ampio progetto iniziato nel 2000, all’interno dell’U.O. di Medicina Generale 1 del P.O. De Gironcoli, nella creazione dell’Ambulatorio di Psicologia Clinica Ospedaliera. Oggi, a distanza di quasi dieci anni dall’inizio dell’attività, è stato di grande soddisfazione attuare un intervento formativo interdipartimentale.
Il progetto di intervento psicologico in Pronto Soccorso, iniziato nel febbraio 2009 e tuttora in atto, è nato da un’esigenza sentita dal Direttore dell’U.O. di Pronto Soccorso della nostra Azienda Dott. Enrico Bernardi ed è paradigmatico dell’approccio multidisciplinare al malato che la ULSS 7 promuove a vari livelli, nonché il risultato della collaborazione tra l’U.O. di Pronto Soccorso e l’U.O. di Medicina Generale 1 del P.O. De Gironcoli.
Qui di seguito l’abstract dell’intervento:
"La medicina odierna troppo spesso affonda le radici in un vecchio modello medico che soffre ancora di una modalità medico-paziente ben ancorata alla visione organicistica. Il corpo del malato ha la funzione di provare la validità di una classificazione, di rientrare in categorie patologiche, è un errore potenziale da correggere, da aggiustare, rischiando così di venire scisso dal malato stesso.
Gli effetti di questo antico paradigma della medicina si manifestano in modo ancor più evidente di fronte ad un contesto di emergenza-urgenza, dove spesso il rischio per la vita del paziente è elevato, dove la sofferenza tende ad essere vista come ‘presenza cattiva’ da combattere e sconfiggere al più presto, il sintomo indesiderato va eliminato al più presto, e il contenitore della sofferenza, il paziente, diventa sfondo in un quadro assolutamente con-fuso.
L’attuale cultura attenta ai bisogni dell’uomo sta tentando di ampliare l’obiettivo della cura dalla malattia al malato, e dal malato all’istituzione che si prende cura dello stesso, dal curare al prendersi cura tout cour.
Da queste premesse e utilizzando il vertice gruppo-analitico è stato pensato un intervento formativo in Pronto Soccorso (U.O. di Pronto Soccorso di Conegliano e Vittorio Veneto, ULSS7 di Pieve di Soligo), nella cui attività intervengono e si intrecciano diverse variabili relative agli individui (operatori e pazienti), al gruppo (inteso come gruppo di lavoro) e all’istituzione (Azienda ULSS), con l’obiettivo di disporsi all’ascolto clinico dell’équipe per analizzare ed intervenire sul suo stato di benessere/malessere, individuando le emozioni istituzionali ricorrenti che affaticano l’operatività, inibiscono lo sviluppo del potenziale individuale e del gruppo.
Il setting in cui si opera è l’istituzione ospedaliera stessa che diventa cornice e quadro nella relazione paziente-operatore sanitario-istituzione, un setting necessariamente dinamico da poter così permettere di ascoltare i diversi livelli, interni ed esterni dell’individuo e dell’istituzione, dove l’applicazione della gruppo-analisi permette tra le altre cose l’espressione creativa di sé e la nascita del gruppo".