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Oltre 2000 nascite e boom dei parti in “posizione libera”: questo quanto emerge dall’analisi dei dati relativi all’attività svolta nel 2011 dalle Unità
Operative di Ostetricia degli Ospedali di Conegliano e Vittorio Veneto.
L’Unità di Ostetricia di Conegliano ha registrato quest’anno una netta inversione di tendenza nel rapporto tra partorienti italiane e straniere immigrate: se nel 2010 le immigrate rappresentavano il 37,62% del totale, nel 2011 si è registrata una flessione di oltre 5 punti percentuali (32,19%): “Si tratta di un dato sicuramente riconducibile alla crisi economica che si fa sentire in modo consistente anche tra le immigrate”, sottolinea il primario Azzena (nella foto a destra). In controtendenza l’Unità Operativa di Ostetricia di Vittorio Veneto “Era costituito da straniere il 32,3% delle donne che ha partorito nel 2011, contro il 26,3% del 2010”, sottolinea il primario, Francesco Pirrone.
Gettonatissimo il parto sul fianco, in posizione fetale (466 donne), seguito da quello carponi (20), accovacciato (11), e in acqua (12 tra travagli e parti). “Questi dati non sono legati, come qualcuno potrebbe pensare, a una “moda” - sottolinea il primario Azzena - ma al fatto che certe posizioni favoriscono sia la donna, riducendo lacerazioni e necessità di ricorrere all’episiotomia, che il neonato. Il notevole incremento dei parti in “posizione libera” è frutto dell’evoluzione delle nostre ostetriche che sull’argomento hanno seguito numerosi corsi”. La percentuale di donne che ha scelto di partorire “in posizione libera” ha superato il 50% anche presso l’Unità Operativa di Ostetricia dell’Ospedale di Vittorio Veneto dove è attivo anche il servizio di “parto indolore” mediante peridurale “che dallo scorso anno - sottolinea il primario Pirrone (nella foto a sinistra) - viene fornito dalle 8 alle 20. Il nostro obiettivo è di arrivare a garantirlo 24 ore su 24”. 