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Africa e AIDS: quali prospettivefreccia indietro Indietro

05-11-2008

 

"Guardiamo al mondo, superando pregiudizi, stereotipi e indifferenza", così si è concluso l'intervento di padre Emilio Balliana direttore del st. Camillus Hospital a Karungu in Kenia, al meeting "Cooperazione internazionale e Aids: quali prospettive".

 

Al centro Mara Dorigo con i relatori del meetingL'evento, organizzato il 3 novembre 2008 all'ospedale De Gironcoli, da Mara Dorigo, coordinatore del corso di laurea in Infermieristica dell'azienda ULSS7.

 

E' rivolto a tutti gli studenti del secondo e del terzo anno, ha voluto riflettere sulle problematiche di salute aperte nel mondo e in particolare sulla diffusione del virus da immunodeficenza acquisita (AIDS), soprattutto tra i bambini.

 

Sono 10.000 i piccoli senza genitori che ottengono assistenza dalla struttura di padre Emilio, e di questi 6.000 direttamente dall'ospedale e 2.000 rientrano nel progetto di trattamento retrovirale, coordinato dalla dottoressa Nyiraruhango che, al convegno, ha ricordato come l'Aids sia al quarto posto delle principali cause di morte dopo malaria, tubercolosi e malattie gastrointestinali.

 

A questa iniziativa hanno partecipato Giorgio Moretti, docente di igiene e epidemiologia, Paola Paludetti direttore del Distretto sud di Conegliano, Carla Bortoluz, responsabile del Servizio Infermieristico, e Andrea Marelli, infermiere dell'ospedale Niguarda di Milano, da poco rientrato dalla sua seconda missione  con Emergency, per un progetto di cardiochirurgia in Sudan.

 

Quest'ultimo ha sottolineato l'importanza della profilo infermieristico per questi progetti di cooperazione, e la necessità di una buona preparazione sia linguistica che professionale per affrontare al meglio, le sfide di bisogni di salute sempre più a dimensione "planetaria".

 

Letture consigliate:

  

 

Rita Calisti, Gli occhi del futuro, Edizioni Camilliane

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