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Negli ultimi anni, con l’arrivo dell’estate, i casi di infezioni dovuti a zecche o zanzare occupano le pagine dei giornali spesso in modo allarmistico. Il fatto è che le punture da insetti non sono solo fastidiose e dolorose, ma possono anche nascondere insidie più gravi: sono infatti portatori sani in grado di trasportare all'uomo il microrganismo che è causa della malattia.
Nel nostro territorio si registra un aumento della diffusione di zecche e di zanzare anche per mutate condizioni climatiche. Il clima invernale più mite e l’estate più calda uniti ad un ambiente umido favoriscono la diffusione di questi insetti.
In particolare desta preoccupazione il proliferare della zanzara tigre (Aedes albopictus): di origine asiatica è presente in Italia dal 1990. La prima segnalazione nel Nord Est è in Friuli Venezia Giulia e risale al 1995 nel territorio di Monfalcone; da allora l'infestazione si è rapidamente estesa fino a interessare larga parte del territorio regionale.
Zanzare e zecche come detto possono portare all’uomo infezioni o malattie, anche di tipo tropicale: i virus della malaria, della febbre gialla, della dengue, che ogni anno fa registrare milioni di casi dal Sud America al Sud Est Asiatico, possono essere trasportati da questi insetti.
I Dipartimenti di Prevenzione del Veneto sono all’’erta e tengono sotto controllo il fenomeno, invitando la popolazione ad adottare misure di prevenzione utili per limitarne la diffusione. Svuotare sottovasi e contenitori dove si raccoglie l’acqua piovana, introdurre nelle fontane ornamentali dei giardini pesci larvivori (ad esempio i pesci rossi) sono alcune delle azioni che ogni cittadino può compiere per prevenire infezioni o malattie.


