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Un caso di meningite pneumococcicafreccia indietro Indietro

21-04-2009

Il 9 aprile u.s. è stata ricoverata presso il Reparto di Medicina dell’Ospedale di Vittorio Veneto una paziente con una sintomatologia, rapidamente ingravescente, caratterizzata da uno stato di letargia con segni di irritazione meningea. Di recente all’interessata era stata diagnosticata una patologia linfoproliferativa e quindi coesisteva un’importante deficit immunologico.
 
         L’esame liquorale ha evidenziato un’importante linfocitosi neutrofila e, tre emocolture successive hanno rilevato tutte la presenza di una batteriemia da streptococco pneumoniae.
 
La paziente è stata immediatamente posta in trattamento antibiotico; ha risposto rapidamente al trattamento, ed è pertanto in netto miglioramento clinico.
 
Le infezioni invasive da streptococco pneumoniae o pneumococco, che determinano nell’adulto la maggior parte dei casi di polmonite e meningite, con un elevato tasso di mortalità, costituiscono un importante problema di Sanità Pubblica prevenibile con la vaccinazione.
 
Nella Regione Veneto si possono stimare annualmente oltre 2000 persone ricoverate per polmonite da pneumococco, con circa 800 morti l’anno, e la meningite da pneumococco costituisce ancora oggi la prima causa di meningite nella nostra regione.
 
Non esistono attualmente misure preventive contro la malattia invasiva da pneumococco alternative alla vaccinazione. Questa si è dimostrata altamente efficace negli anziani, cardiopatici, immunodepressi, broncopneumopatici, nefropatici, diabetici e splenectomizzati, presenta un costo limitato ed è priva di effetti collaterali importanti.
 
Per tali motivi nella nostra regione è stata introdotta, a partire dal 2001, l’offerta attiva ai soggetti di 65 anni e alle categorie a rischio di una dose di vaccino antipneumococcico.
 
Il Servizio d’Igiene del Dipartimento di Prevenzione della nostra Azienda Sanitaria ha iniziato a vaccinare a partire dalla coorte dei nati nel 1931, vaccinando più coorti per anno, con un’adesione alla vaccinazione via via più elevata. Lo scorso anno sono stati vaccinati i nati nel 1943, con un’adesione del 62 per cento.
 
la paziente in questione purtroppo non era stata vaccinata.
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