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Comunicazione per la salute

Un progetto per ridurre i tempi d'attesafreccia indietro Indietro

 

Con la Delibera 600 del 2007 la Regione Veneto ha definito il piano operativo per ridurre le liste d'attesa delle prestazioni sanitarie. Il provvedimento definisce i codici di priorità per gli esami e i tempi massimi di attesa.

 

E' stata una rivoluzione per tutti: per le aziende sociosanitarie, che si sono impegnate ad ottimizzare gli accessi migliorando i tempi d'offerta, per i cittadini e i medici di medicina generale chiamati ad un'appropriata e corretta compilazione della ricetta.

 

Non è un percorso facile.

Le liste d'attesa sono infatti il risultato di una non corrispondenza tra la domanda di una prestazione sanitaria e l'offerta della stessa. Non corrispondenza dovuta a diversi fattori come ad esempio all'organizzazione interna dei reparti, alla disponibilità di personale sanitario, ma anche all'appropriatezza delle richieste e al numero di persone che prenotano una visita e poi l'annullano o non si presentano.

 

L'ULSS7, in collaborazione con l'università Sacro Cuore di Roma ha avviato nel 2008, un progetto specifico per analizzare e ottimizzare gli accessi alle prestazioni specialistiche.

  

Il progetto prevede il contatto telefonico dei cittadini che hanno prenotato una visita in fascia C. Ricordiamo che la fascia C riguarda le visite non urgenti per le quali il tempo massimo previsto dalla delibera regionale è di 180gg e per questo sono le più suscettibili a quei fattori di cui si è parlato.

 

Due operatori dell'ULSS7 contattano gli utenti a 3 mesi dalla prenotazione, e rivolgono loro una breve intervista, attraverso un questionario guida. Le domande riguardano i dati anagrafici, lo stato attuale di salute del paziente, la modalità con cui si recherà all'esame (in auto, a piedi, accompagnato da qualcuno), se ha intenzione di eseguire ancora l'esame e in caso contrario se lo ha comunicato al Centro prenotazioni aziendale (CUP).

 

Il servizio non è finalizzato alla sola analisi dei dati raccolti, ma è "proattivo". Gli operatori, se rilevano qualche problema o difficoltà, attivano l'Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP), che può ottimizzare il percorso diagnostico terapeutico.

   

Ad oggi sono stati 350 le persone intervistate, e il servizio è gradito al 95% delle persone che si dichiarano soddisfatte di avere vicino l'azienda sanitaria.

Da una prima analisi dei dati raccolti è da segnalare l'ottimo rapporto che i cittadini hanno con il proprio medico di famiglia. 

   

Il progetto continuerà in via sperimentale fino al primo semestre del 2009. Una volta verificati i risultati sulla riduzione reale delle liste d'attesa, potrà entrare a regime come servizio al territorio.

   

Per informazioni:

 

Ufficio Relazioni con il pubblico

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